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"Uno studio in rosso" (Liceo Carducci)

Questo film è nato dall’idea di Nicola Marcucci, all’epoca uno studente di 16 anni di V ginnasio del Carducci, che riuscì a coinvolgere, cosa miracolosa, i compagni di classe e di liceo nelle riprese come attori, aiuto registi e poi rumoristi e doppiatori, in un periodo di più anni, dal 1978 al 1980. Scelse come trama un giallo di Conan Doyle, “Uno studio in rosso”, forse troppo ambizioso per i mezzi dell’epoca. La base tecnica era una pellicola 8 millimetri, concetto ora sconosciuto a quasi tutti, dato che oggi già con una macchina fotografica digitale si possono creare cose incredibili. Ma all’epoca era tutto più complicato e difficile. Anche da gestire: i montaggi delle scene, spesso ripetute, andavano fatti con le forbici, sezionando materialmente la preziosa pellicola con attenzione certosina e rimontandola con il nastro adesivo. Così nacque la "pizza" del film. Il finanziamento avvenne inizialmente con un’autotassazione – erano gli anni dell’autoriduzione e delle rapine per autofinanziamento – che creò i compagni-attori anche azionisti del film. Un’azione aveva il valore di 500 lire.
Non bastavano, sicché Nicola finanziò da solo il progredire del lavoro: quindi fu regista, produttore e specialmente pastore dell’indisciplinato gregge di attori: si girava al sabato o in qualche pomeriggio e mancava sempre qualcuno, per cui il film si arricchì di fenomeni paranormali di sparizioni e di allontanamenti fuori scena improvvisi e inspiegabili. Agli attori era ignota la trama durante la lavorazione, si recitava all’ordine del regista, sulla fiducia. Le scene erano girate in momenti diversi, a volte a distanza di un anno, sicché poi, nel montaggio, tra un’inquadratura e l’altra, a pochi secondi di distanza, gente dal capello corto riappariva capellona, un completo grigio perdeva le braghe, sostituite da jeans.
Un lavoro che giudicavamo tutti impossibile, non credendo che saremmo arrivati a terminare nulla. E invece, andando avanti con interruzioni, ma a testa bassa e insistendo sempre, il film completato venne proiettato nell’aula magna del liceo Carducci di Bolzano nel 1981, anno della maturità. A chi ci aveva lavorato si era infine chiarito lo svolgimento della trama, avendolo rivisto più volte nei doppiaggi di se stessi, ma per la generalità del pubblico del liceo riunito in aula magna doveva essere stato divertente solo per le situazioni, le immagini... ci sarebbe voluto il libretto accompagnatorio. La nostra classe non era particolarmente amata, in particolare dalla professoressa di lettere, la quale però quel giorno venne esplicitamente a complimentarsi. Ci sorprese e crediamo che fosse il massimo riconoscimento che si potesse avere. Il lavoro, visto oggi, ha un valore soprattutto antiquario e di documento; passandolo inoltre da un originario disco su cui l’avevamo fatto copiare, si era persa in alcuni punti la sincronizzazione sonora, e riversandolo su base digitale la situazione non è migliorata. Il valore che crediamo sia ancora presente è quello di avere creato relazioni, legami e uno spirito di gruppo che era tutto da inventare. All’epoca, infatti, c’erano solo le lezioni al mattino, né viaggi di studio, né gite di più giorni che potessero fare approfondire l’autocoscienza. Guardatelo con questa avvertenza, benevolmente e come stimolo alla riflessione. (da Youtube)

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